Nel 1982 un giovane uomo si sottopone ad un intervento di scoliosi presso una struttura pubblica e, nell’occasione, gli viene praticata una trasfusione di sangue. Solamente nel 2011 scopre di essere affetto da epatite C.
Il caso ha come protagonista una donna affetta da talassemia che, a causa della sua patologia, è costretta a sottoporsi a trasfusioni. Durante delle trasfusioni , tra il 1993 e il 1994, veniva contagiata da epatite C.
Il 27 settembre scorso abbiamo avuto comunicato la notizia dallo studio dell’Avv. Silvio Vignera, che supporta la nostra Associazione e coloro i quali sono vittime di contagi emotrasfusivi e comunque di malasanità, che un attento e acuto Tribunale Siciliano aveva quel giorno depositato la sentenza che riconosceva ai superstiti, di una donna deceduta per le conseguenze di emotrasfusioni contagiose praticatele nell’anno 1971, un risarcimento più di un milione di euro.
Buone notizie per le vittime di emotrasfusione contagiosa. Piú di un milione di euro riconosciuto agli eredi.
Il 27 settembre scorso abbiamo avuto comunicato la notizia dallo studio dell’Avv. Silvio Vignera, che supporta la nostra Associazione e coloro i quali sono vittime di contagi emotrasfusivi e comunque di malasanità, che un attento e acuto Tribunale Siciliano aveva quel giorno depositato la sentenza che riconosceva ai superstiti, di una donna deceduta per le conseguenze di emotrasfusioni contagiose praticatele nell’anno 1971, un risarcimento più di un milione di euro.
Muore a causa di una emotrasfusione subita nel 1971. Ora il TAR condanna il Ministero a pagare agli eredi gli indennizzi spettanti alla madre.
Una giovane donna, nel 1971, a causa di persistenti “metrorragie” viene ricoverata, presso una struttura ospedaliera pubblica e lì sottoposta, unica volta nella sua vita, a trasfusione di sangue.
Dopo quasi 20 anni da questo ricovero, le viene diagnosticata epatite cronica hcv correlata.
