Ricoverata presso una struttura pubblica nel 1972, ne esce affetta da epatite C. Tribunale condanna il Ministero della Salute a pagare alla donna, emotrasfusa, una pensione a vita e gli arretrati! Una donna nel 1977 si reca in una struttura pubblica a causa di una “gravidanza extrauterina” e qui le vengono praticate delle trasfusioni di sangue. Nei successivi 18 anni non riscontra nessun sintomo e nessun malessere, ma ricoverata nel 1995, per un’altra patologia, venne evidenziata la sua positivitá al virus dell’epatite C.
Una donna affetta da talassemia, a seguito di trasfusione, contrae epatite C. Il Tribunale condanna il Ministero della Salute a pagare alla donnauna pensione a vita e gli arretrati!
Il caso ha come protagonista una donna affetta da talassemia che, a causa della propria patologia, è costretta a sottoporsi a trasfusioni.
Durante delle trasfusioni, tra il 1993 e il 1994, viene contagiata da epatite C. Ma solo nel 2003, a seguito di controlli ed esami di laboratorio, scopre la sua positività al virus dell’Epatite C.
Risarcimento di quasi Seicento mila euro agli eredi.
14/01/17 Il giudice ha riconosciuto un indennizzo di 580 mila euro a un ennese che ha contratto l’epatite C: «Mi sono accorto di essere malato nel 2009, ma la trasfusione l’ho subita in ospedale circa 40 anni fa».
